giovedì 31 luglio 2014

Risposta al presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami



La percentuale record di part-time in Coop a Livorno è una forma di precariato (legata al plus-orario a termine) che l’azienda utilizza in maniera strutturale e continua

Unione Sindacale di Base (Usb) Livorno - Comunicato stampa in risposta all’intervista del presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami

In merito all'intervista del presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami pubblicata su Il Tirreno del 25 luglio scorso, teniamo a precisare quanto segue.

Ancora una volta la Coop parla di assenza di precarietà e di presenza a Livorno di assunti solamente a tempo indeterminato, ma le cose vanno dette nella loro totalità e verità onde evitare di far passare un messaggio parziale e fuorviante utile solo a dipingere una buona immagine per l’azienda. Ecco quindi alcune importanti precisazioni.

Il numero di zero dipendenti a tempo determinato a Livorno è stato raggiunto in due modi, entrambi negativi dal nostro punto di vista sindacale. Il primo è stato quello di "stabilizzare" negli ultimi anni alcuni precari storici tramite contratti che sono sì a tempo indeterminato ma che prevedono il lavoro solo per pochi mesi all'anno, quando queste persone lavoravano da tantissimo tempo con un continuo susseguirsi di contratti a termine per un numero di mesi ben maggiore (in sostanza è stata una stabilizzazione al ribasso mentre queste persone avevano diritto ad una regolarizzazione su 12 mesi). Il secondo strumento per arrivare a "precari zero" è stato molto più netto e devastante, ossia semplicemente non hanno più chiamato al lavoro persone che anch'esse da anni andavano avanti a contratti a termine e che, siccome si stavano avvicinando troppo ai 36 mesi validi per l'assunzione obbligatoria, sono stati letteralmente "fatti fuori" dopo anni di lavoro in Coop.

Ma l'aspetto su cui vogliamo maggiormente porre l'attenzione è quello del part-time (di vario tipo: orizzontale, verticale, annuo). A Livorno la Coop ha 391 part-time su un totale di 562 dipendenti, il 70%: una percentuale altissima che la nostra azienda finge di non vedere e che provoca fenomeni di precarietà diffusa legata al plus-orario che viene svolto. Ci spieghiamo meglio.

Da più di 10 anni le centinaia di lavoratori e lavoratrici part-time di tutti i negozi Coop della nostra città svolgono per periodi più o meno lunghi ore supplementari a “tappabuco” secondo le esigenze aziendali, talvolta con contratti (a termine) di estensione oraria, e ultimamente invece sempre di più con il ricorso a ore di lavoro supplementare (lo straordinario del part-time), sempre ovviamente secondo le necessità contingenti dell’azienda. Un abuso ormai divenuto purtroppo strutturale e parte integrante dell’organizzazione aziendale come forma premeditata di sfruttamento (che sindacalmente dovrebbe essere quindi combattuta chiedendo con forza consolidamenti orari, e non certo tollerata o addirittura favorita) del lavoro instabile a svantaggio della tipologia virtuosa del lavoro stabile. Risulta infatti evidente come questo stato di cose non consenta ad un part-time di costruirsi un futuro salariale dignitoso, imprigionato dentro un sistema che, mentre appare come un modo per i dipendenti di guadagnare di più in alcuni periodi, in realtà è la via per consentire all’azienda di non dare mai risposte stabili e tenere sotto ricatto centinaia di lavoratori.

In altre parole, il lavoro a termine in Coop a Livorno esiste eccome, e consiste proprio nella limitatezza temporale delle prestazioni supplementari che vengono continuamente chieste ai dipendenti. In sostanza Unicoop Tirreno ha ormai trovato un bel “giochino” per sopperire al problema della precarietà: tenere al palo di un contratto part-time centinaia di persone per poi scatenare una corsa (e una competizione) per fare ore in più a seconda delle esigenze aziendali. È in questo senso che possiamo tranquillamente parlare di 400 precari della Coop a Livorno, altro che “precari zero”. Non hanno eliminato il lavoro a termine, semplicemente lo fanno fare ai part-time, con il vantaggio che in questo caso non hanno neanche il limite dei 36 mesi da non superare, potendosi quindi permettere un serbatoio di lavoro precario temporalmente infinito.

Coordinamento Usb Unicoop Tirreno Livorno - 30 luglio 2014

martedì 17 giugno 2014

L’Asse Coop-Cgil-Cisl-Uil esclude ancora una volta Usb dai tavoli di confronto



Nella giornata di ieri, lunedì 16 giugno, abbiamo ricevuto la risposta di Unicoop Tirreno alla nostra richiesta di riconoscimento dei rappresentanti Usb e di partecipazione al tavolo di confronto sindacale fissato per il prossimo 24 giugno riguardante i negozi Coop della città di Livorno. La risposta è stata negativa, quindi Usb (sindacato largamente rappresentativo sia nei negozi livornesi sia nei negozi Unicoop Tirreno anche delle altre regioni) rimarrà ancora una volta escluso.

Ricordiamo che nell’incontro del 21 maggio scorso l’azienda aveva comunicato che la composizione del tavolo nella sua parte sindacale sarebbe stata di decisione delle organizzazioni sindacali stesse, quindi è evidente come ancora una volta ad escludere la nostra organizzazione (e i lavoratori che rappresentiamo) sono proprio Cgil-Cisl-Uil, che del resto avevano infatti già preso le distanze dalla nostra richiesta (tra l’altro non durante l’incontro ma solo dopo, in fase di redazione del verbale…).

La decisione dell’azienda era stata tra l’altro anticipata (o dettata?) da un comunicato datato 11 giugno delle Rsa Cgil del negozio 1 La Rosa, come sempre in prima linea nel porre il veto alla presenza di Usb. Un comunicato nel quale, nonostante il nostro comportamento conciliante e di apertura durante il suddetto incontro del 21 maggio, parlavano con toni farneticanti di “normative” da rispettare, senza dire però che quelle normative sono state scritte da loro (Cgil-Cisl-Uil) a loro immagine e somiglianza e non da una legge dello Stato (cosa di per sé già grave per un paese che dovrebbe definirsi civile), e senza dire neanche che quelle normative sono state ideate proprio come una trappola per il sindacalismo di base. Loro queste cose le sanno bene, ma le omettono studiatamente.

Questo sistema antidemocratico ci fa paura, così come ci fa paura chi lo sostiene. Si tratta di un bavaglio al concetto di libertà e democrazia sindacale. Un bavaglio che ricorda tempi oscuri e che viene messo in pratica senza alcuna pietà, tagliando le corde vocali a chi sta semplicemente chiedendo di poter portare ai tavoli la voce dei lavoratori che rappresenta, secondo il concetto di rappresentanza più immediato e basilare per una società democratica.

Mentre questi personaggi continueranno a sedersi ai tavoli rappresentando solo loro stessi, Usb continuerà a stare in mezzo ai lavoratori e a battersi contro questo sistema autoreferenziale e autolegittimante di sindacalismo obbligato a favore di Cgil-Cisl-Uil.


Coordinamento Usb Unicoop Tirreno Livorno – 17 giugno 2014

venerdì 30 maggio 2014

Incontri territoriali comune di Livorno



Dall’incontro tenutosi in data 21 maggio u.s. (vedere verbale affisso nelle rispettive bacheche) alla presenza dei rappresentanti Rsa/Rsu di tutti i negozi Unicoop Tirreno (Iper, Super e InCoop) del comune di Livorno, è emersa la volontà e la disponibilità congiunta di tutte le parti presenti ad intraprendere un percorso di confronto sulle questioni fondamentali che riguarderanno l’azienda e i lavoratori nei prossimi mesi.

Come Usb abbiamo espresso il nostro giudizio positivo sul fatto che per la prima volta erano seduti insieme al tavolo i rappresentanti di tutti i negozi, senza distinzione di canali. Un primo passo per condividere le priorità e concordare sul fondamentale principio di considerare (quali infatti sono) tutti i lavoratori e le lavoratrici come dipendenti della stessa azienda e con il diritto quindi di arrivare gradualmente a ricevere le stesse condizioni e gli stessi trattamenti.

A questo proposito, abbiamo posto la questione della rappresentanza come elemento cardine ed imprescindibile di questo percorso, ritenendo centrale il diritto di ogni negozio a farsi rappresentare dai propri delegati, a prescindere dalla loro appartenenza sindacale. La Direzione ci ha risposto comunicandoci che la composizione del tavolo nella sua parte sindacale sarà di decisione delle organizzazioni sindacali stesse. È in questo senso che abbiamo inviato all’azienda la comunicazione dei nomi dei delegati Usb del negozio 1 La Rosa, nel quale abbiamo già da tempo un numero considerevole di iscritti che hanno diritto di essere rappresentati nel tavolo di confronto periodico, così come dovranno avere lo stesso diritto anche gli iscritti Usb degli altri negozi. Contestualmente a tale comunicazione, abbiamo chiesto la possibilità di partecipazione dei suddetti delegati al prossimo incontro già calendarizzato per il prossimo 24 giugno.

Questo ovviamente in attesa che vengano sciolti tutti i nodi relativi alla questione della rappresentanza sindacale, in modo che si possa giungere ad un sistema di regole condiviso grazie al quale tutti i lavoratori possano scegliere tramite un regolare voto chi debba andare a rappresentarli di fronte all’azienda.

30 maggio 2014

Rsa/Rsu Usb Unicoop Tirreno Livorno